SECCHE

Secca delle cataratte

Difficoltà: media
Max profondità: 40 mt.

Delle due secche che si trovano nello specchio di mare antistante la tonnara di S. Vito Lo Capo, quella di Cataratte è sicuramente la più bella e suggestiva ma anche la più impegnativa.
Scendendo lungo la cima della boa che segnala il cappello della secca, ci si ritrova ad una profondità di 22 m; da qui spingendosi in avanti c´è la caduta di quasi 20 m che porta al fondo sabbioso alla base della secca. Mantenendosi con la parete sulla sinistra ci si sposta in direzione NE, verso il largo: quello che colpisce è l´abbondanza di Paramuriacea clavata (gorgonia rossa) dai grandi rami che diventano estremamente fitti in corrispondenza della punta estrema della secca, dove un piccolo faraglione adiacente ne è ricoperto da una enorme quantità.
In diverse cavità della parete è possibile incontrare aragoste, musdee e murene; queste ultime sono padrone incontrastate del cappello della secca che ne ospita una vera e propria colonia. Frequenti sono gli avvistamenti di grandi dentici o saraghi e a volte capita, con un po’ di fortuna, di imbattersi in qualche enorme trigone.

Ad una certa distanza dalla secca in direzione W vi è un enorme faraglione che rappresenta un altro importante punto di immersione, forse anche più bello della secca stessa. Per raggiungerlo ci si immerge sempre dalla stessa boa che segnala la secca e si pinneggia per un breve tratto. La base del faraglione è a 40 m e vi si trovano quasi sempre moltissime aragoste. Per circumnavigarlo con calma occorrono circa una decina di minuti, il tempo di fondo totale per questa immersione, così come per la secca, non dovrà superare i 20-22 min., se non si vuole accumulare eccessiva deco.
Anche in questo caso, come sulla secca, fanno da cornice splendidi rami di gorgonia rossa; saraghi e dentici di grossa taglia non sono incontri infrequenti e qualche cernia di discrete dimensioni ogni tanto fa capolino dalla sua tana.

Secca di calarossa

Difficolta: facile
Max profondità: 36 mt.

Il cappello di questa secca è ad appena 13 m, mentre la profondità massima è di 36 m. Questa caratteristica la rende un ottimo punto di immersione sia per gli open, che possono pinneggiare senza grandi problemi sul cappello relativamente ampio, sia per i sub più esperti che ne possono ammirare la bella parete occidentale, la quale scende diritta dai 17 ai 36 m. Alla base di quest´ultima si può passare attraverso due piccoli archetti naturali e successivamente visitare due piccole grotte piene, ovviamente, degli onnipresenti gamberetti  Parapandalus.
Guardando bene nei vari anfratti che vi sono nella parete, si possono scorgere murene, gronghi (a volte anche insieme nella stessa tana), cernie ed aragoste. Alla fine della parete, sulla sinistra, si apre un ampio spazio sabbioso dove si trovano parecchie pinne Nobilis; arrivati a questo punto si può anche scegliere di ritornare al cappello della secca dove è facile incontrare diversi esemplari di murena. Colpisce, inoltre, il gran numero di castagnole che popolano la secca. Anche qui, ma più raramente rispetto a Cataratte, è possibile incontrare qualche trigone.

 

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